Pecorino, autoctono superstar/Pecorino, autochthonous superstar

3D380E1F-F32F-4F06-855B-A2EABF04417AIl Pecorino è un vino bianco la cui paternità è contesa tra i territori delle Marche e dell’Abruzzo e  il vitigno “pecorino” è coltivato già da tempi antichissimi e la sua origine si perde nella storia. Esistono molte ipotesi sull’origine del nome e sembra che il nome Pecorino sia stato assegnato a questo vitigno poiché la partenza per la transumanza, la migrazione stagionale delle greggi coi loro pastori, ricordata da D’Annunzio nella poesia “I Pastori”, coincideva con il periodo di maturazione di questa uva e le pecore, guidate dai pastori, erano attratte dai dolci grappoli. Dopo anni di oblio in cui stava per estinguersi o al massimo veniva usato come vino robusto per tagliare vini più leggeri, finalmente oggi i tempi sono maturi e i vignaioli marchigiani, ma anche abruzzesi, lo producono in purezza, prediligendo vini intensi di spessore. Interessante varietà di uva autoctona, il Pecorino viene raccolta a mano e dopo la pigiatura “soffice” dell’uva si passa alla fermentazione, maturazione e affinamento del vino in serbatoi d’acciaio. Il Pecorino è un vino duro e dalla struttura notevole, pur non essendo aromatico, i profumi che lo contraddistinguono sono molto marcati e netti, soprattutto quelli erbacei. Nel calice e di un bel giallo paglierino, con delicato riflessi verdolini. Al naso regale inizialmente note floreali di acacia e ginestra, seguite da richiami fruttati in abbondanza di mela, pera, nespola, susina e ananas, sfumature mie late e nuance minerali di pietra focaia. Al sorso è fresco e sapido, gradevolmente minerale e di lunga persistenza. Si sposa alla perfezione con le portate della cucina a base di pesce, come una semplice orata al forno, un risotto ai frutti di mare e le classiche olive ascolane.

Pecorino is a white wine whose paternity is disputed between the territories of the Marche and Abruzzo and the vine “pecorino” has been cultivated since ancient times and its origin is lost in history. There are many hypotheses about the origin of the name and it seems that the name Pecorino was assigned to this vine because the departure for transhumance, the seasonal migration of the flocks with their shepherds, mentioned by D’Annunzio in his poem “I Pastori”, coincided with the ripening period of this grape and the sheep, led by the shepherds, were attracted by the sweet bunches. After years of oblivion in which it was about to become extinct or at most it was used as a robust wine to cut lighter wines, finally today the times are ripe and the winemakers of the Marche region, but also of Abruzzo, produce it in purity, preferring intense thick wines. An interesting variety of autochthonous grapes, Pecorino is harvested by hand and after the “soft” crushing of the grapes the wine is fermented, matured and refined in steel tanks. Pecorino is a hard wine with a remarkable structure, even if it is not aromatic, the scents that distinguish it are very marked and clear, especially herbaceous ones. In the glass is a beautiful straw yellow, with delicate greenish reflections. The regal nose initially has floral notes of acacia and broom, followed by abundant fruity hints of apple, pear, medlar, plum and pineapple, my late nuances and mineral nuances of flint. The sip is fresh and savory, pleasantly mineral and long-lasting. It goes perfectly with fish dishes, such as a simple baked sea bream, seafood risotto and classic Ascoli olives.

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