Castelli romani DOC

Borghi medievali, ville, piccoli paesi, vigne, boschi e laghi, sono i Castelli romani, buon clima, buon cibo e buon vino, grande e rigogliosa natura che circonda e fa di queste piccole città dei luoghi magici. Il nome della zona deriva dalla caduta del grandioso impero romano quando molte persone, impaurite dalla situazione di instabilità e precarietà politica che era presente a Roma, si rifugiarono nei castelli che furono costruiti dalle famiglie nobili subito fuori la capitale. Può essere considerato uno dei polmoni verdi di Roma e la presenza della viticoltura nella zona dei Castelli è confermata fin dall’epoca romana. Con la caduta dell’impero romano e le invasioni barbariche, nonostante i danni subiti, la viticoltura di queste terre riescì a sopravvivere e non perse la sua continuità con il passato. Superati i periodi più bui, la coltura della vite si diffuse nuovamente fino a diventare l’attività principale del territorio castellano, dovuta anche alla grande richiesta di vino di Roma, sede della corte papale, e di un forte aumento della popolazione. La storia recente è caratterizzata da un’evoluzione positiva della denominazione, con l’impianto di nuovi vigneti, la nascita di nuove aziende che hanno contribuito ad accrescere il livello qualitativo e la fama del Castelli Romani, Doc dal 1996, che si riferisce a 3 tipologie di vino bianco secco, amabile e frizzante, a 3 tipologie di vino rosato secco, amabile e frizzante e a 4 tipologie di vino rosso secco, amabile, frizzante e novello. A bacca nera spicca certamente il Cesanese, vitigno autoctono, che dà origine a vini rossi di grande struttura, come il Cesanese del Piglio. La Malvasia del Lazio e il Trebbiano giallo, l’autoctono Bellone e altre varietà internazionali come il Sauvignon e lo Chardonnay rappresentano egregiamente i vini a bacca bianca. La Castelli Romani DOC è certamente la denominazione di riferimento della zona e il vino più famoso senza dubbio è l’Est! Est! Est!. A base di Trebbiano e Malvasia, con la sua storia e leggenda così suggestiva, si presenta di un bel colore giallo paglierino brillante con riflessi verdolino al naso ha buona intensità e complessità con leggere note floreali e di frutta matura e richiami alla frutta esotica con un finale che ricorda vaniglia e mineralità. Al sorso è morbido con una vena sapida ed aromi di mela matura e mandorla, buona la persistenza. Si abbina a piatti dal sapore deciso, come molluschi e crostacei oltre che con il pesce in generale anche salsato, ottimo come aperitivo. Per un’esperienza particolare da provare con sushi o, se più tradizionali, con un classico fritto misto!

Medieval villages, villas, small towns, vineyards, woods and lakes, these are the Castelli Romani, good climate, good food and good wine, great and lush nature that surrounds and makes these small towns magical places. The name of the area derives from the fall of the great Roman Empire when many people, frightened by the unstable and precarious political situation that was present in Rome, took refuge in the castles that were built by noble families just outside the capital. It can be considered as one of the green lungs of Rome and the presence of viticulture in the area of Castelli is confirmed since Roman times. With the fall of the Roman empire and the barbaric invasions, despite the damages suffered, viticulture in these lands managed to survive and did not lose its continuity with the past. Once the darkest periods were over, the cultivation of vine spread again and it became the main activity of the castle’s territory, also because of the great demand of wine in Rome, seat of the papal court, and of a strong increase of the population. The recent history is characterized by a positive evolution of the appellation, with the planting of new vineyards, the birth of new wineries which contributed to increase the quality level and the fame of Castelli Romani, DOC since 1996, which refers to 3 types of dry, amabile and sparkling white wine, 3 types of dry, amabile and sparkling rose wine and 4 types of dry, amabile, sparkling and novello red wine. As for black berried grapes, Cesanese certainly stands out, an autochthonous grape which gives origin to full bodied red wines, such as Cesanese del Piglio. Malvasia del Lazio and Trebbiano giallo, the autochthonous Bellone as well as other international varieties such as Sauvignon and Chardonnay represent excellently white wines. Castelli Romani DOC is certainly the reference appellation of the area and the most famous wine is undoubtedly Est! Est! Est! Made of Trebbiano and Malvasia grapes, with its history and legend so evocative, has a beautiful and brilliant straw yellow color with greenish reflections to the nose has good intensity and complexity with light floral notes and hints of ripe fruit as well as hints of exotic fruit with a finish reminiscent of vanilla and minerality. The taste is smooth with a sapid streak and aromas of ripe apple and almond, good persistence. It can be matched to dishes having a strong taste, such as molluscs and crustaceans as well as fish in general also with sauces, excellent as an aperitif. For a particular experience try it with sushi or, if more traditional, with a classic fritto misto!

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