Cenare con il Sake/Dining with Sake

Sake1Negli ultimi anni la cultura giapponese ha fatto il suo ingresso nel mondo occidentale e anche lo scenario delle bevande alcoliche ha aperto i suoi confini. L’interesse per il sake sta crescendo rapidamente grazie anche ad eventi dedicati a questa bevanda e a momenti di approfondimento nel corso di importanti manifestazione gastronomiche, oltre all’impegno di alcuni locali che stanno cercando di diffondere la cultura giapponese: sake barsake cocktail sono tra le ultime tendenze. A Londra il Japan Centre Food Hall and Book Shop offre la possibilità di entrare nel mondo nipponico da ogni punto di vista, a Parigi invece si può trovare La Maison du Sake con una cantina di oltre 200mq e 6000 bottiglie di sake! Quella del sake in Giappone è una storia millenaria, legata all’origine della coltivazione del riso, le prime testimonianze su questa bevanda si trovano in un antico documento scritto nel 300 a. C., il Gishiwajiden. Il termine sake è un sinonimo europeo di nihonshu, la parola che indica la bevanda alcolica giapponese ricavata dalla fermentazione del riso, oggi prodotta da circa 1200 cantine in tutto il Giappone. Può essere considerato il “vino giapponese” perché consumato a tutto pasto e il suo grado alcolico varia tra i 14 e i 20 gradi. La produzione inizia in ottobre con la raccolta del riso e finisce in marzo. Gli elementi fondamentali per fare il sake sono il riso, acqua e koji, un enzima che induce la saccarificazione del riso. Si può bere a varie temperature: fresco, a temperatura ambiente o caldo. Quando quello caldo è servito tra i 30/35° e la fragranza del sake aumenta rendendolo più intenso. Servito a 40/55° rende più percepibile l’alcol e la secchezza. Il sake servito caldo si sposa bene con cibi grassi di cui riduce l’oleosità. Il sake freddo è invece una conquista più recente, negli anni ’60, le basse temperature lo rendono molto bilanciato e si presenta nella sua completezza. Il 26% del sake prodotto in Giappone è senza aggiunta di alcol distillato, denominati sake Junmai (純米) prima del nome: Junmai Shu (純 米酒), Junmai Ginjo (純 米 吟 醸) vivace al palato con note fresche di mela, carambola (frutto stella) e melone, è caratterizzato da delicata acidità e asprezza che lo rendono piacevole con qualsiasi tipo di cibo, Junmai Daiginjo (純 米 大 吟 醸) è un sake dal profumo delicato, floreale con note di giglio e giacinto miste a bacche selvatiche, Tokubetsu Junmai (特別 純 米). Sake con un’aggiunta minima di alcol distillato, mai oltre il 10%, Ginjo (吟 醸), Daiginjo (大 吟 醸), Honjozo (本 醸 造), Tokubetsu Honjozo (特別 本 醸 造). I sake di qualità più bassa e con maggiori quantità di alcol sono invece chiamati Futsushu o Zoujyoshu. A seconda delle tipologie il sake si può bere in tazzine di terra cotta o di ceramica oppure in bicchieri di vetro sottile per regolare l’impatto con il palato e con le diverse parti della bocca. Un altro recipiente tradizionale è il masu, una scatolina in legno di cedro. Sake non soltanto da bere: le geisha usavano fare il bagno in acqua cosparsa di gocce di sake per mantenere la loro pelle liscia e morbida, è ricca infatti amminoacidi naturali e peptidi ed ha un effetto benefico sulla pelle!

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In recent years Japanese culture has made its entrance into the Western world and the scenario of alcoholic beverages has also opened its borders. Interest in sake is growing rapidly thanks also to events dedicated to this drink and to in-depth analysis during important gastronomic events, as well as the commitment of some locals who are trying to spread Japanese culture: sake bars and sake cocktails are among the latest trends. In London, the Japan Centre Food Hall and Book Shop offers the chance to enter the Japanese world from every point of view, while in Paris you can find La Maison du Sake with a cellar of over 200 square meters and 6000 bottles of sake! Sake in Japan is a thousand-year history, linked to the origin of rice cultivation, the first evidence of this drink can be found in an ancient document written in 300 BC, the Gishiwajiden. The term sake is a European synonym for nihonshu, the word that indicates the Japanese alcoholic beverage obtained from the fermentation of rice, now produced by about 1200 wineries throughout Japan. It can be considered the “Japanese wine” because it is consumed throughout a meal and its alcohol content varies between 14 and 20 degrees. Production begins in October with the harvesting of the rice and ends in March. The basic elements to make sake are water, rice and koji, an enzyme that induces the saccharification of rice. It can be drunk at various temperatures: cool, at room temperature or hot. When the hot one is served between 30/35° and the sake’s fragrance increases making it more intense. Served at 40/55 ° makes more perceptible alcohol and dryness. Hot served sake goes well with fatty foods and reduces their oiliness. Cold sake is a more recent achievement, in the ’60s, the low temperatures make it very balanced and comes in its entirety. 26% of the sake produced in Japan is without the addition of distilled alcohol, called Junmai (純米) sake before the name: Junmai Shu (純 米酒), Junmai Ginjo (純 米 吟 醸) lively on the palate with fresh notes of apple, carambola (star fruit) and melon, is characterized by delicate acidity and harshness that make it pleasant with any kind of food, Junmai Daiginjo (純 米 大 吟 醸) is a sake with a delicate scent, floral notes of lily and hyacinth mixed with wild berries, Tokubetsu Junmai (特別 純 米) . Sake with a minimum addition of distilled alcohol, never more than 10%, Ginjo (吟 醸), Daiginjo (大 吟 醸), Honjozo (un’aggiunta 醸 造), Tokubetsu Honjozo (特別 本 醸 造). Sake with lower quality and higher quantities of alcohol are called Futsushu or Zoujyoshu. Depending on the type, sake can be drunk in terracotta or ceramic cups or in thin glass glasses to adjust the impact on the palate and the different parts of the mouth. Another traditional container is the masu, a small box made of cedar wood. Sake not only to drink: geisha used to bathe in water sprinkled with drops of sake to keep their skin smooth and soft, it is rich in natural amino acids and peptides and has a beneficial effect on the skin!

 

 

 

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