I distillati, una tradizione globale e centenaria/Distillates, a global and centuries-old tradition

2C9B9693-FE1B-4095-9F05-0B9342DA1D73Materie prime fermentate, frutto del lavoro dell’uomo e della terra, partendo dal distillato e la sua materia prima si può leggere il terroir, l’insieme dato da diversi fattori, tra i quali l’ambiente pedoclimatico e il microclima. La distillazione è un processo fisico artificiale scoperto dall’uomo presumibilmente intorno al 500 a.C. E nel1 secolo d.C. il  medico erborista greco, Dioscoride Pedanio, capi che distillare era come imitare il sole che evapora l’acqua è la restituisce in pioggia. La leggenda narra che in una notte d’inverno un contadino mise a scaldare del vino sul fuoco, i vapori dell’alcol si diffusero nell’aria e l’uomo copri la pentola con un pezzo di stoffa sul quale si condensarono le goccioline evaporate e quindi ecco il primo rudimentale distillato di sempre! Elemento fondamentale per la distillazione è L’alambicco un apparecchio di distillazione consistente in una caldaia collegata, mediante un tubo, ad una serpentina di raffreddamento, al fondo del quale si raccoglie il distillato. La materia prima utilizzata per la produzione del distillato da vita a differenti tipi di prodotti, ognuno dei quali con una specifica personalità. L’Armagnac è il distillato di vino più antico di Francia e forse del mondo, le prime testimonianze risalgono al 1400. È un mélange di vitigni a bacca bianca. Raramente è frutto d’assemblaggi di distillati di varie annate, quindi in etichetta compare l’anno della vendemmia, unica eccezione all’uso dell’annata sono le grandi riserve che spesso sono frutto di assemblaggi delle migliori vendemmie storiche, gelosamente custodite in cantina. Un grande Armagnac  trova un ottimo abbinamento con preparazioni a base di cacao amaro e dolci a base di mele e miele, speziati con cannella e chiodi di garofano. La carne dovrà essere invece di cacciagione, speziata e preparata in modo da avere una struttura pari a quella dell’Armagnac, magari cotta o marinata aggiungendo un bicchiere del prezioso distillato, per avere nuovi richiami in bocca. In Francia si preparano ottime scaloppine o gamberi stufati cucinati sfumando un bicchiere di distillato. Per la carne l’importante è che sia accompagnata da intingoli che generino untuosità o grassezza, in caso contrario la forza alcolica che aiuta a pulire dai grassi e genera secchezza non troverà una spalla sufficientemente importante per controbilanciare le sue caratteristiche. Il Calvados è il distillato del sidro, molto acidulo ottenuto dalla fermentazione delle mele nella zona della Normandia. Il nome Calvados risulta avvolto nel mistero, infatti la fonetica sembra più di origine spagnola che francese, Una leggenda vuole che il nome nasca da un galeone spagnolo della Invincibile Armada incagliatosi sulle coste normanne, il nome del galeone era “El Salvador”, gli abitanti della regione francese, vedendo il naufragio come segno favorevole, diedero il nome della nave al loro distillato. La Normandia è l’unica regione francese dove non viene coltivata la vite e questo spiega il perché della nascita del Calvados in questa zona.  netti e intensi profumi di mela che salgono da un bicchiere di Calvados rendono intuitivo l’abbinamento con preparazioni dolci che contengano questo frutto, magari mescolato a spezie dolci come cannella e vaniglia. Molto apprezzato dai locali anche l’abbinamento con il formaggio normanno di latte vaccino  o il salame affumicato Andouillette, viene usato per sfumare il “Poulet a la Normanne” con funghi e mele, mentre risulta essere molto piacevole bevuto come intermezzo come vuole la tradizione locale. La Vodka è un distillato di cereali non invecchiato, i primi secoli della produzione della vodka, prodotto povero, di origine contadina, sono avvolti nel mistero, la tradizione casalinga ci ha tramandato la preparazione di un fermentato, ottenuto con le bucce e le patate di piccole dimensioni, che successivamente veniva distillato con alambicchi discontinui arcaici. Successivamente si preferì la segale, un cereale di origine celtica, che aveva caratteristiche superiori e donava toni freschi al distillato. La vodka da sempre è la compagna ideale, nella cucina russa, del caviale servito con cipolla tritata e uova sode, trova un ottimo abbinamento con aringhe affumicate e acciughe, stemperate con pane nero e burro. Altro eccellente abbinamento è con dolci a base di mele o come dissetante in un drink a base di gassosa e succo sempre di mela. La Tequila, anche se sarebbe più corretto dire il Tequila, è lo spirito del Messico e la sua origine si intreccia indissolubilmente con la storia delle popolazioni Atzeche. I sacerdoti e la classe nobiliare consumavano il succo di agave fermentato. Con l’arrivo degli spagnoli e la distruzione dello stutus della casta sacerdotale e nobile, il consumo si diffuse maggiormente fra gli strati più bassi della popolazione. Testimonianze narrano che i conquistadores distillarono, ai tempi della conquista del Messico un acquavite a cui diedero il nome però di Mezcal, La data certa della produzione del Tequila rimane quindi il 1795. Abbinamento: La Tequila o il Tequila reposado può essere sorseggiato come prodotto da meditazione alla fine di un pasto, che ha visto come protagonista la cucina messicana, mentre per i più coraggiosi potranno bere un Margarita frozen, utilizzato alla stregua di un sorbetto, mentre è da sconsigliare con preparazioni dolci. Un altro ottimo abbinamento è bere la tequila molto fredda in abbinamento con frutta esotica o con fragole, melograno, melone o anguria, per smussare la sue origini vegetali. Parlando di miscelazione, i cocktail a base Tequila, specie il Margarita, sono, proprio per la caratteristica nota erbacea e acetica, ottimi aperitivi. Shochu, questo termine Giappone definisce una serie di distillati la cui materia prima può prevedere riso, patate dolci, zucchero di canna o castagne, a seconda della regione di provenienza del prodotto. Il distillato per le sue caratteristiche si abbina molto bene al the, ai succhi di frutta, specie di pompelmo e mela. Si può anche bere liscio o con ghiaccio per apprezzare al meglio i profumi primari della materia utilizzata per la sua distillazione.

Fermented raw materials, fruit of the work of man and the earth, starting from the distillate and its raw material you can read the terroir, the whole given by several factors, including the soil and microclimate. Distillation is an artificial physical process discovered by man presumably around 500 B.C. And in the 1st century A.D. the Greek herbalist doctor, Dioscorides Pedanio, chiefs that distilling was like imitating the sun that evaporates water and returns it in rain. Legend has it that on a winter night a farmer warmed up some wine on a fire, the vapours of the alcohol spread through the air and the man covered the pot with a piece of cloth on which the evaporated droplets condensed and so here is the first rudimentary distillate ever! A fundamental element for distillation is the still, a distillation apparatus consisting of a boiler connected, by means of a tube, to a cooling coil, at the bottom of which the distillate is collected. The raw material used for the production of the distillate gives life to different types of products, each with a specific personality. Armagnac is the oldest wine distillate in France and perhaps in the world, the first evidence dates back to 1400. It is a mélange of white grape varieties. It is rarely the result of blends of distillates from various vintages, so the year of harvest appears on the label, the only exception to the use of the vintage are the large reserves that are often the result of blends of the best historical vintages, jealously guarded in the cellar. A great Armagnac finds an excellent match with preparations based on bitter cocoa and desserts made with apples and honey, spiced with cinnamon and cloves. The meat should instead be game, spiced and prepared in such a way as to have a structure equal to that of Armagnac, perhaps cooked or marinated by adding a glass of the precious distillate, in order to have new appeals in the mouth. In France they prepare excellent escalopes or stewed shrimps cooked by fading a glass of distillate. For meat, the important thing is that it is accompanied by gravies that generate greasiness or fatness, otherwise the alcoholic strength that helps to cleanse from fat and generates dryness will not find a sufficiently important shoulder to counterbalance its characteristics. Calvados is the distillate of cider, a very acidulous cider obtained from the fermentation of apples in the Normandy area. The name Calvados is shrouded in mystery, in fact the phonetics seems more of Spanish origin than French, A legend says that the name comes from a Spanish galleon of the Invincible Armada stranded on the Normandy coast, the name of the galleon was “El Salvador”, the inhabitants of the French region, seeing the shipwreck as a favorable sign, gave the name of the ship to their distillate. Normandy is the only French region where the vine is not cultivated and this explains why Calvados was born in this area. clear and intense scents of apple rising from a glass of Calvados make it intuitive to combine it with sweet preparations containing this fruit, perhaps mixed with sweet spices such as cinnamon and vanilla. The combination with Norman cow’s milk cheese or smoked salami Andouillette is also very appreciated by the locals and is used to blend the “Poulet a la Normanne” with mushrooms and apples, while it is very pleasant to drink as an intermezzo as the local tradition dictates. Vodka is a distillate of unaged cereals, the first centuries of the production of vodka, a poor product of peasant origin, are shrouded in mystery, the home tradition has handed down to us the preparation of a fermented, obtained with the skins and potatoes of small size, which was then distilled with discontinuous archaic stills. Later rye was preferred, a cereal of Celtic origin, which had superior characteristics and gave fresh tones to the distillate. Vodka has always been the ideal companion, in Russian cuisine, of caviar served with chopped onion and boiled eggs, it finds an excellent match with smoked herring and anchovies, diluted with black bread and butter. Another excellent accompaniment is with apple-based desserts, or as a thirst quencher in a drink based on soda and apple juice. Tequila, although it would be more correct to say Tequila, is the spirit of Mexico and its origin is inextricably intertwined with the history of the Aztec people. The priests and the noble class consumed fermented agave juice. With the arrival of the Spanish and the destruction of the stutus of the priestly and noble caste, consumption became more widespread among the lower strata of the population. Evidence tells us that the conquistadors distilled a brandy at the time of the conquest of Mexico, which they gave the name of Mezcal. The certain date of Tequila production therefore remains 1795. Matching: Tequila or Tequila reposado can be sipped as a meditation product at the end of a meal, which has seen Mexican cuisine as the protagonist, while the bravest can drink a frozen Margarita, used as a sorbet, while it is not recommended with sweet preparations. Another excellent combination is to drink very cold tequila in combination with exotic fruit or strawberries, pomegranate, melon or watermelon, to smooth out its vegetable origins. Speaking of mixing, Tequila-based cocktails, especially Margarita, are, due to their characteristic herbaceous and acetic notes, excellent aperitifs. Shochu, this term Japan defines a series of distillates whose raw material may include rice, sweet potatoes, cane sugar or chestnuts, depending on the region of origin of the product. The distillate for its characteristics goes very well with tea, fruit juices, especially grapefruit and apple. You can also drink it straight or with ice to better appreciate the primary aromas of the material used for its distillation.

 

 

 

4 Comments Add yours

      1. No problem 🙂 check out my blog when you get the chance 😁

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